La Nuova Generazione che ha reso Milano la Città più innovativa d’Italia

È una fresca mattina di primavera e Milano, il cosmopolita cuore del nord Italia, si sveglia al sapore di un espresso. La città è ancora avvolta dalla nebbia del sonno dopo una settimana effervescente dedicata al Salone del Mobile, la fiera di mobili e design più grande al mondo. Davanti a Palazzo Serbelloni, una lunga fila serpeggia attorno al maestoso edificio neoclassico. Se le sue antiche pareti di stucco potessero narrare, svelerebbero storie di illustri personaggi che vi hanno abitato, come Napoleone Bonaparte e il Re Vittorio Emanuele II. Tuttavia, la folla di amanti dello stile, sia internazionali che locali (per lo più calzati di sneakers di moda, anziché dei tradizionali mocassini di camoscio), non è in cerca di lezioni di storia; è l’innovazione che cerca. Milano, che si rivela all’improvviso come la città più avanguardista d’Italia, un crogiolo di grandi idee, investimenti e innovazioni, fervidamente impegnata nel lancio di nuove linee metropolitane, hotel d’avanguardia e infrastrutture in previsione delle Olimpiadi Invernali del 2026, è più che pronta a soddisfare questa ricerca.

MiGeneration | Milan Cathedral Square

Eppure, la città natale di Prada, Campari e da Vinci non è stata sempre così affollata di visitatori. Fino a non molto tempo fa, Milano era considerata una delle città più trascurate d’Italia. Ma cosa è cambiato? Non è stato un singolo fattore a fare la differenza, ma piuttosto una convergenza di eventi: l’arrivo degli esuli della Brexit, nuovi incentivi fiscali per le imprese, e il rinnovamento da parte della città di alcuni quartieri precedentemente in declino. Emergendo dalla pandemia, Milano si è rivelata, a differenza di altre metropoli globali, più vivibile e accogliente che mai, con una scena culturale in piena fioritura e un numero crescente di spazi verdi. Non sorprende, quindi, che gli occhi dei viaggiatori internazionali si siano riaperti su di essa e che una nuova generazione di creativi la consideri ormai casa.

Tra questi, il duo di designer Alberto Biagetti e Laura Baldassari, di Atelier Biagetti, incontrati all’interno di Piazza Serbelloni in occasione del lancio di Objets Nomades di Louis Vuitton, l’esibizione di mobili e oggetti ispirati ai viaggi che il prestigioso brand francese organizza annualmente al Salone dal 2013. Parte della loro collezione include la Flower Tower, un totem di vetro seducente composto da anelli luminosi, tutti soffiati a mano nella zona di Venezia. Le loro creazioni precedenti contano uno specchio alla maniera degli ottici chiamato No Sex e un enorme divano a forma di gatto, parte della serie Pet Therapy. “Il design non dovrebbe essere percepito come qualcosa di irraggiungibile o complesso,” dichiara l’elegante Baldassari, che era cantante lirica e artista prima di incontrare Biagetti e fondare il loro studio multidisciplinare. “Dovrebbe essere inclusivo,” conclude, sottolineando la filosofia che guida il loro lavoro.

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Parte del fascino del Salone, spiega Laura, risiede nel fatto che “Milano apre le sue porte, creando un eccezionale amalgama di designer, artisti e musicisti.” La loro base si trova vicino al vibrante quartiere dei Navigli, famoso per i suoi canali costeggiati da graffiti, bar e negozi di abbigliamento vintage, simbolo di una scena creativa effervescente. La celebrazione della serata di chiusura della fiera avverrà durante una festa organizzata dal loro amico Barnaba Fornasetti, direttore artistico dell’omonimo marchio di design, noto anche per la sua passione da DJ, nel suo appartamento nel quartiere Città Studi, a nord-est di Milano.

All’esterno, in un imponente giardino segreto dietro Palazzo Serbelloni, una struttura pop-up geometrica accoglie il Cabinet of Curiosities di Marc Newson, collega espositore. Il celebre designer industriale australiano ha dato nuova vita all’iconico baule da viaggio monogrammato di Louis Vuitton, dotandolo di interni formati da cubi rivestiti in pelle. Newson si muove tra la folla elegante con uno spritz Aperol in mano, scambiando saluti con gli amici.

Da oltre tre decenni, Newson è testimone della metamorfosi di Milano da prospero centro industriale a fulcro di moda, design e gastronomia. Un tempo cercava rifugio nel vicino Lago di Como per evadere dall’atmosfera provinciale della città. Ora, invece, abbraccia con entusiasmo il suo spirito cosmopolita, talvolta in compagnia dei nuovi abitanti della città, come l’amica Camille Miceli, direttrice artistica di Emilio Pucci. “Ora i miei viaggi a Milano sono incentrati sul cibo,” afferma ridendo Newson. “Mangiare qui è paragonabile a Tokyo. È difficile rimanere delusi.” E ha ragione: la scena culinaria milanese si è arricchita, superando i classici piatti come il risotto e la caprese, per fare spazio a chef innovativi come Victoire Gouloubi, chef congolese che fonde l’amore per la cucina italiana con quella africana. Da Crosta, lo chef italo-messicano Simone Lombardi propone una pizza con la ventricana, un salame piccante dell’Abruzzo, che riesce a evocare il sapore dei tacos al pastor.

Ma non sono solo le scelte gastronomiche a testimoniare il cambiamento. A sud del centro città, nell’appartamento situato nel quartiere postindustriale di Morivione, il designer Maximilian Marchesani serve tè e torta rosa provenienti dal vicino Bar Luce, decorato in Formica e pastelli dal regista Wes Anderson. Mona, il barboncino Lagotto Romagnolo di Marchesani, si aggira liberamente nell’appartamento open space, situato in un edificio di edilizia sociale degli anni ’50 progettato dal grande architetto milanese Arrigo Arrighetti. Una stanza è quasi interamente occupata da rami e rametti di nocciolo contorti, raccolti nei parchi di Milano, che compongono parte delle sue sculture luminose biofile, diventate le protagoniste della sua recente mostra personale presso la prestigiosa Galleria Nilufar.

Marchesani si inserisce perfettamente nella vivace nuova scena del design milanese. “Abbiamo avuto maestri eccezionali,” osserva, con i suoi orecchini a lampadario che danzano al ritmo delle sue parole. Nomina icone del calibro di Gio Ponti, Andrea Branzi, Mario Bellini, Vico Magistretti e i fratelli Castiglioni – colossi del design che hanno plasmato l’identità di Milano. “Pur essendo nuovo in questo ambiente, percepiamo un’evoluzione, la nascita di un nuovo linguaggio. Il rinnovamento urbano sta incentivando un rinnovato interesse per il design collezionabile.”

Il riconoscimento per Marchesani è arrivato rapidamente, soprattutto dopo la sua partecipazione all’Alcova, l’alternativa indie al Salone di Milano, dove ha esposto i suoi lavori per la prima volta. Descrivendosi come “mosso dalla curiosità più che da un’estetica definita”, le sue creazioni esplorano le forme della natura modificate dall’intervento umano.

MiGeneration Milano vista mozzafiato

La creatività giocosa e l’innovazione stanno rivitalizzando anche la scena della moda milanese, dalle botteghe artigiane come il laboratorio di Marta Ferri, che abbina le sneakers agli abiti da sera, fino ai nuovi concetti di negozi dell’usato come Bivio, inaugurato dall’americana Hilary Belle Walker. Sul tetto del suo attico in Via Larga, Pia Zanardi, indossando una T-shirt del Lyford Cay Club delle Bahamas, rivela il suo angolo preferito per cene con vista sul Duomo. Rientrata a Milano dopo esperienze a Pechino, Shanghai e New York, Zanardi sta espandendo il suo marchio Yali, unendo l’eleganza allo street style, dai blazer in velluto ai pantaloni in seta psichedelica, con l’obiettivo di includere felpe e streetwear più convenzionale nelle prossime collezioni. Pur traendo ispirazione da grafiche punk anni ’90 e dal regista Wong Kar-wai, trova stimolo nell’essere nel cuore della città di Versace, Armani e Gianfranco Ferré. “La vitalità di Milano, con la sua produzione di moda e artigianato di qualità, mi energizza. Il mix culturale qui è in costante arricchimento. Tutto sta accadendo ora.”

La nuova generazione milanese non si percepisce in competizione con le grandi maison o i nomi storici del design, ma piuttosto come erede dei giganti del passato, beneficiando anche dell’impulso che le grandi etichette hanno dato alla città. Nel quartiere di Morivione, vicino alla stazione di Porta Romana, dove risiede Marchesani, l’inaugurazione della Fondazione Prada nel 2015, l’anno dell’Expo che ha trasformato Milano, non ha solo rilanciato le sorti dell’area ma ha anche creato un polo di cultura e arte d’avanguardia. L’area ospita ora luoghi di grande fascino, come il Bar Luce.

Mentre Ferragamo rimane un marchio legato a Firenze, Leonardo Ferragamo, quinto figlio di Salvatore, è l’ideatore dell’hotel Portrait Milano, che ha riportato in vita la Piazza del Quadrilatero, un ex seminario del XVI secolo. Il progetto include anche un punto vendita di Beefbar e il primo negozio di So-Le Studio, il nuovo marchio di gioielli e borse di Maria Sole Ferragamo. Ispirandosi alle creazioni del nonno, come le sue zeppe fatte con tappi di vino riciclati, ha dato vita al suo brand sfruttando scarti di pelle e ottone dalle botteghe toscane, trasformandoli in gioielli e borse dall’estetica scultorea. “Qui tutto è a portata di mano,” afferma Maria, il cui studio si trova nel quartiere Portello, una volta cuore produttivo dell’Alfa Romeo e ora fulcro di gallerie e collettivi artistici. “Milano è una fonte inesauribile di ispirazione.”

La città è testimone di un rinnovamento culturale e creativo. Passando davanti agli edifici futuristici del nuovo campus dell’università Bocconi, progettato dallo studio di architettura giapponese Sanaa, si nota una donna che raccoglie semi di papavero in un prato fiorito, simbolo della riscoperta della natura in città, come dimostra il Bosco Verticale di Stefano Boeri. Boeri guida anche Forestami, un ambizioso progetto di forestazione urbana. “Crescendo, ho conosciuto una Milano grigia e industriale. Ora tutto sta cambiando,” confida Boeri. I giardini comunitari Renata Tebaldi sono il suo luogo del cuore, un angolo dove i magnoli fioriscono prima che altrove in città, metafora di una Milano che continua a sorprendere e a rinnovarsi.

Dove Alloggiare a Milano: Un Mix di Storia, Design e Esclusività

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Sulle orme del Cardinale San Carlo Borromeo, antenato di Carlo Borromeo, noto per il suo studio di design industriale a Milano, l’ex seminario del XVI secolo è stato trasformato nell’opulento Hotel Portrait Milano. Parte della prestigiosa Lungarno Collection di Leonardo Ferragamo, questa struttura di 73 camere si affaccia su una nuova piazza pubblica, la più estesa nel distretto della moda cittadino, animata da boutique e ristoranti all’ultima moda.

Ai margini dei Giardini di Indro Montanelli, il più antico parco di Milano, sorge Casa Cipriani Milano. Questo simbolo dell’ospitalità veneziana ha sollevato polveroni all’apertura del suo esclusivo club per membri nell’antico Palazzo Bernasconi. Nonostante alcune voci locali sostengano che la tradizionale socialità milanese nei sontuosi palazzi renda superflua l’esigenza di un club esclusivo, un anno dopo, il successo di Casa Cipriani non accenna a diminuire. Ai suoi ospiti, alloggiati in una delle 15 camere e suite, si offre l’accesso a un’ampia gamma di servizi: un lounge, due ristoranti, una piscina e una spa, garantendo un’atmosfera di discreta esclusività, resa ancora più intima dalla politica del no-foto, apprezzata tanto dalla contessa più riservata quanto da celebrità del calibro di Leonardo DiCaprio, spesso avvistato durante la Settimana della Moda.

Compagni di Design al Salone del Mobile

MIGeneration Piazza Duomo Milano di sera

L’inaugurazione dell’ultima serie Objets Nomades di Louis Vuitton rappresenta un momento clou imperdibile per chi visita il Salone del Mobile: file interminabili, scatti di selfie e cocktail in mano caratterizzano l’evento mentre i partecipanti ammirano la nuova collezione di mobili di lusso, ispirati ai viaggi. Da oltre un decennio, il leggendario brand francese collabora con una selezione d’élite di designer, inclusi Patricia Urquiola, India Mahdavi, Atelier Oï e i fratelli Campana, quest’ultimi noti per la loro eccezionale sedia a dondolo Cocoon. Quest’anno, la sedia è stata rivisitata in una versione ispirata alle palle da discoteca in mosaico d’argento, diventando subito un fenomeno virale sui social media. Un’altra eccezionale novità del Salone 2023 da parte di LV riguarda il Cabinet of Curiosities del designer australiano Marc Newson, un fedele collaboratore del marchio. La sua innovativa interpretazione trasforma l’iconico baule di Louis Vuitton in un intrigante mobile funzionale. Secondo Newson, è all’apertura che si svela la vera magia, rivelando una Wunderkammer portatile composta da diciannove cubi rivestiti in pelle, disponibili in tre dimensioni diverse e configurabili in infinite combinazioni, ideali per esporre libri, oggetti da collezione o qualsiasi curiosità si voglia mostrare.

Guida ai Sapori di Milano: Dove Mangiare e Bere

MIGeneration Restourant Dinner in Milano

A Milano, i cultori della moda e del design prediligono indirizzi storici come Langosteria, celebre per i suoi eccellenti piatti di mare situato nel cuore del Design District, o La Latteria, dove l’atmosfera familiare e i pochi tavoli disponibili di Signora Maria sono garanzia di un’esperienza autentica durante la Settimana del Design. La stilista Pia Zanardi sceglie di sfuggire alla frenesia del vedersi e farsi vedere optando per Alla Collina Pistoiese, dove la tradizione culinaria toscana della famiglia Gori regna in una sala da pranzo avvolgente e legnosa.

Il designer industriale Marc Newson esprime una predilezione per Rigolo, un rifugio toscano dal 1958, caratterizzato da sale tematiche ricche di libri e opere d’arte, molte delle quali di noti artisti milanesi che hanno lasciato la loro impronta in cambio di specialità come la pasta “minigonne” al sugo di salsiccia toscana. Bar Quadronno, noto per aver inventato il panino nel 1964, continua a essere il luogo di ritrovo prediletto per l’aperitivo dalla comunità fashion, tanto da essere frequentato da nomi come Miuccia Prada e Matthieu Blazy, il direttore creativo di Bottega Veneta, che ha persino dedicato una borsa al locale.

Tra le novità culinarie più intriganti spiccano 28 Posti, dove gli chef Andrea Zazzara e Franco Salvatore abbracciano il locavorismo mediterraneo in uno spazio minimalista, arredato con pezzi realizzati da detenuti locali; LùBarino, l’affascinante spin-off del rinomato ristorante LùBar, che delizia con piccoli piatti siciliani e aperitivi in una suggestiva piazza di Brera; e il nuovo punto milanese di Beefbar, nato a Monte Carlo, che propone bresaola di Kobe in un contesto unico, un ex seminario rivisitato dai designer del momento Humbert & Poyet. Per chi cerca un’atmosfera decisamente diversa, Maximilian Marchesani suggerisce Unseen, nel quartiere di Feltre a est della città, un locale di tendenza dove sperimentare cocktail innovativi, ispirati alla scena electro vaporwave.

Il Salone del Mobile: Epicentro Creativo e Culturale di Milano

“Devi visitare durante il Salone” è una frase che risuona frequentemente tra i cittadini milanesi, testimoniando l’entusiasmo che avvolge il Salone del Mobile, noto anche come Settimana del Design – la fiera di design più grande e influente al mondo. Questo evento annuale, nato nel 1961 come punto di incontro per i produttori di mobili locali volti a promuovere il design e la produzione italiana, ha raggiunto l’obiettivo di rendere Milano una capitale mondiale del design. Sei decenni dopo, il Salone rappresenta l’appuntamento più atteso dell’anno, trasformando Milano in una maratona di innovazione e creatività con mostre, installazioni e cocktail party che animano la città ogni primavera.

Per una settimana, di solito in aprile, la metropoli lombarda si metamorfosa in un immenso showroom a cielo aperto, offrendo una panoramica sul futuro del design – non solo attraverso le tendenze attuali, ma anche presentando i lavori di designer emergenti destinati a influenzare le direzioni future del settore. Tuttavia, il Salone trascende la natura di una semplice fiera commerciale: come sottolinea Maria Porro, attuale presidente e prima donna a ricoprire questa carica, “Il Salone è un crocevia creativo di menti e microcosmi diversi”. E in effetti, architetti, designer di mobili, decoratori d’interni, giornalisti e appassionati d’arte e design si danno appuntamento in questo evento unico, che si svolge in un esteso complesso fieristico alle porte della città, così come in atelier, palazzi storici e monumenti brutalisti.

Non si può dimenticare il Bar Basso, considerato l’epicentro sociale non ufficiale del Salone, dove, dal 1967, espositori e visitatori si ritrovano per degustare negroni e scambiare idee e visioni. Il Salone del Mobile non è solo una vetrina per il design mondiale, ma un vero e proprio festival che celebra la capacità di Milano di essere un laboratorio vivente di innovazione e bellezza.

Shopping a Milano: Tra Lusso, Vintage e Design

MiGeneration MIlano fashionable couple in trendy party attire posing together on grey backdrop, New Year 2024 concept

Milano, città simbolo della moda e del design, offre esperienze di shopping uniche e variegate. Bivio, introdotto dall’americana Hilary Belle Walker, ha rivoluzionato il concetto di thrift shop in città, proponendo capi di grandi marchi come le sofisticate gonne a portafoglio di Missoni e gli iconici stivali dorati di Prada. Questo negozio rappresenta una destinazione imperdibile per gli amanti del fashion sostenibile alla ricerca di tesori nascosti.

Per gli appassionati di gioielli con un’anima, Jenny Walton, musa della moda americana, illustratrice e artista, suggerisce di esplorare la Gioielleria Pennisi, famosa per i suoi pezzi vintage. Walton collabora attualmente con la gioielleria per creare una linea esclusiva di forcine per capelli, combinando l’eleganza del passato con il tocco moderno del suo stile artistico.

I clienti più raffinati di Milano scelgono di custodire i loro preziosi biglietti della Scala nei portafogli di Valextra, marchio di pelletteria di lusso noto per il suo design minimalista e la qualità impareggiabile. Il negozio, progettato dal rinomato designer britannico John Pawson, è un’oasi di stile puro nel cuore della metropoli.

Marsèll Paradise, con la sua inconfondibile insegna al neon, è più di un semplice negozio di scarpe: è un punto di incontro per artisti locali, un luogo dove sfogliare libri da tavolino unici e scoprire calzature artigianali di eccellente fattura. Questo spazio rappresenta perfettamente lo spirito creativo e innovativo di Milano, facendo da ponte tra la tradizione artigianale italiana e le tendenze contemporanee.

Milano, con la sua ricca offerta di negozi che spaziano dal lusso al vintage, dal design all’artigianato, si conferma una destinazione di shopping senza eguali, dove ogni acquisto racconta una storia di stile, innovazione e bellezza.

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